
Rinunciare al progetto del deposito gas di Rivara per salvaguardare l’economia del territorio che rischierebbe pesanti ripercussioni economiche.
Dopo il no incassato dalla commissione tecnica provinciale, per il deposito Erg-Igm che dovrebbe sorgere a Rivara di San Felice arriva anche la bocciatura degli operatori economici dell’Area Nord.Con una nota Confesercenti ha invitato la società promotrice a rinunciare al progetto.«Sarebbe una decisione che permetterebbe di superare una dannosa fase di incertezza che sta pesantemente
condizionando le scelte per il futuro del territorio - dicono i vertici di Confesercenti - La valutazione
della Provincia va a sommarsi all’avversità manifesta nei confronti del progetto da parte di tutte le forze politiche,sociali ed economiche della zona, nonché dei residenti:la sua realizzazione non rappresenterebbe alcuna soluzione ai problemi attuali di approvvigionamento gas,mentre andrebbe a soddisfare l’interesse di poche persone a scapito dell’intera collettività».
Per Confesercenti l’ok al deposito significherebbe anche pesanti ripercussioni dal punto di vista economico.«L’unica certezza sarà l’impoverimento del territorio,con ricadute negative sul valore di abitazioni e attività commerciali, determinando anche un probabile aumento dei costi assicurativi – continuano dall’associazione di categoria – A Rivara,da quando si è iniziata ad ipotizzare la realizzazione di tale impianto di stoccaggio, nessun costruttore investe più sul territorio e chi l’ha fatto ha gli immobili vuoti o invenduti.
Nessuno è in grado di prevedere l’impatto che potrà avere sulle attività agricole,settore rilevante dell’economia della zona.
Senza contare che l’eventuale realizzazione dell’impianto contrasterebbe pesantemente con tutti gli sforzi e le politiche di valorizzazione e promozione territoriale, portati avanti fino ad oggi da autorità locali e associazioni di categoria,con dispendio di energie e risorse economiche.
Inoltre sono poche le certezze dal punto di vista occupazionale: anzi qualora si innescasse un meccanismo di impoverimento della zona si rischierebbe un processo inverso».

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